In quale direzione vanno i nostri figli

Bimbo con i giocattoli” 1895-1896, Renoir
Una tela che, a primo impatto, trasmette subito gioia e commozione. Renoir ritrae Gabrielle, cugina di sua moglie e governante, e Jean, il suo figlioletto; un dipinto innocente e incontaminato che, tipico di Renoir, è emblema della joie de vivre.

I vostri figli non sono i vostri figli. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé. Essi non provengono da voi ma per tramite vostro, e benché stiano con voi non vi appartengono (Kahlil Gibran)

Chi ha dei figli lo sa: una delle prime cose che pensi quando te lo mettono tra le braccia è “è perfetto!”.

In effetti è proprio così; c’è tutto in lui, tutto quello che pian piano si svilupperà e crescerà è già lì, non manca nulla. Possiede funzioni motorie, cognitive, percettive, sensoriali ed emozionali; funzioni che si esprimeranno nell’ambiente in cui vive (in casa e poi a scuola) e nelle relazioni affettive (con i genitori, gli insegnanti, i nonni e tutti quelli che passano del tempo con lui).

Man mano che cresce, noti i piccoli progressi che compie ogni giorno oppure le capacità che rapidamente acquisisce, tanto da farti restare spiazzato! E chi ha più di un figlio si può rendere conto di quante differenze ci possano essere nei loro rispettivi sviluppi: chi parla prima, chi cammina più tardi…per questo motivo è inutile paragonare i bambini tra di loro, come potresti se nemmeno i tuoi stessi figli crescono allo stesso modo!

E sfatiamo una volta per tutte il mito che qualsiasi tipo di precocità in un bambino sia sinonimo di maggiore intelligenza perché non esiste correlazione alcuna.

Insomma, il fatto che in un certo momento della sua evoluzione un bimbo si dimostri precoce e particolarmente sveglio, non vuol dire che nella vita avrà più successo degli altri bambini e viceversa.

A tale proposito è bene sapere che: per quel che riguarda lo sviluppo motorio, pur essendoci delle fasi, non esistono tappe uguali per ogni bambino. Un esempio può essere il fatto che non tutti i bambini gattonano e quelli che lo fanno non lo fanno tutti con lo stesso identico movimento né per lo stesso numero di mesi.

Anche per ciò che riguarda lo sviluppo linguistico, se è vero che da manuale esistono fasi e passaggi definiti, nella pratica c’è una forte componente soggettiva e socio-culturale che influisce, come influisce anche il livello e la qualità di stimolazione linguistica a cui è esposto il bambino.

Per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo, dobbiamo allo studioso Jean Piaget la più completa ricostruzione degli stadi del processo di maturazione dell’intelligenza da 0 a 12 anni.

Quello che però qui mi preme sottolineare, al di là delle soggettività nei tempi di crescita e sviluppo di cui ho parlato sopra, riguarda il porre la tua attenzione di genitore a quegli elementi universali che sono i Bisogni, per come li intende la Psicologia Funzionale, che governano la vita di ognuno di noi perché hanno necessità tutti di essere soddisfatti affinchè il tuo bambino cresca armoniosamente.

I Bisogni sono tutte quelle direzioni verso cui il Sé si espande: amore, contenimento, espressione, espansione, il contatto, la percezione di se, calore, nutrimento, il muoversi, la curiosità, la sessualità, il progettare.

Essi sono necessari e per tutta la vita cerchiamo esperienze che procedono in queste direzioni, che procedono verso il soddisfacimento di questi bisogni indispensabili per una vita piena; e per questo tali esperienze, esperienze concrete di vita, vengono definite Esperienze di Base del Sé.

L’individuo si muove spinto da questi bisogni fondamentali (che hanno necessità di essere soddisfatti tutti); non nel senso meccanicistico di un’energia che quando è accumulata porta ad agire come scarica, bensì come necessità di ritrovare lungo tutta la vita esperienze che procedono in queste direzioni, indispensabili per il benessere dell’individuo.

Il bambino sano (così come l’adulto sano), ricercherà sempre esperienze di tal genere, e la sua mobilità ed elasticità gli permetteranno di soddisfare i bisogni fondamentali con vari e differenti oggetti, poiché questi sono per lui (almeno fino a un certo punto) intercambiabili.

Quando un bambino non riesce più ad accettare oggetti differenti e variati per procurarsi calore, o nutrimento, o gioiosità, è già intervenuta una limitazione della sua mobilità, e comincia a pregiudicarsi lo sviluppo pieno e sano del Sé.

I bisogni, non soddisfatti in modo pieno, finiscono per confondersi l’uno con l’altro, e questo è il caso di persone che ricorrono al cibo per vuoto d’affetto oppure la sessualità per una carenza di contatto, o ancora il potere sugli altri invece del bisogno di amare.

Queste spinte non riescono mai a trovare vera soddisfazione perché non riguardano ciò di cui si è stati carenti ma un altro bisogno “contiguo” che viene gonfiato e alterato sempre di più. (Rispoli Luciano, Esperienze di base e sviluppo del Sé, Franco Angeli)

Come genitore puoi fare tantissimo affinchè il tuo bambino viva esperienze piene e complete in linea con le direzioni dei bisogni che adesso conosci.

E se hai dubbi in merito a quanto hai appena letto oppure se hai difficoltà con il tuo bambino e non sai se stai procedendo nella giusta direzione, o anche semplicemente per condividere la tua esperienza in merito, non esitare a commentare l’articolo o a contattarmi in privato.

Intanto… in bocca al lupo! Hai scelto il mestiere più difficile del mondo 😉

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2 Commenti
  1. Buonasera dottoressa, è veramente il mestiere più difficile del mondo! Grazie per questo articolo ricco di spunti di riflessione.

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