Depressione post-partum: I 6 fattori predittivi della depressione post- partum

Renato Guttuso
(Bagheria 1912 – Roma 1987)

Dopo aver capito cos’è la depressione post- partum, nasce spontanea l’esigenza di trovare delle soluzioni; soluzioni non solo in termini di cura ma anche e soprattutto in termini di prevenzione.

Quali sono i fattori predittivi della depressione post partum che ci possono aiutare a capire come evitarla o contrastarla per tempo?

 

 

  • Depressione prenatale

 

Inutile dire che uno stato depressivo preesistente non è di buon auspicio in una gravidanza e le conseguenze sono gravi.

Il bambino è un individuo attivo fin dalla nascita e viene al mondo con una predisposizione biologica all’interazione sociale. Se l’ambiente è importante per lo sviluppo del bambino, l’interazione madre-bambino è fondamentale in quanto è la prima relazione della vita.

All’interno della relazione madre figlio, il bambino si serve della sua capacità innata di interagire e la madre della sua capacità di interpretare in modo adeguato i segnali del figlio.  Nonostante l’immaturità del suo approccio che necessita della risposta della madre, il bambino è in grado di mettere in atto comportamenti regolatori, ad esempio sorridere o piangere per modulare l’interazione, allo scopo di condividere degli stati affettivi con la madre.

In una mamma depressa anche il “motherese”, il peculiare tipo di linguaggio utilizzato dalle madri durante le interazioni con bambini piccoli, è influenzato. È stato osservato che le madri depresse non riescono a inserirsi facilmente nelle vocalizzazioni dei figli e rispondono alle loro iniziative interattive in modo più lento e asincrono (Bettes, 1988). Ne risente anche il contenuto e il tono delle comunicazioni, perché le madri depresse utilizzano spesso un linguaggio piatto e tendono ad essere più critiche e ad avere più commenti ostili, manifestando fastidio riguardo alle loro interazioni di gioco; c’è inoltre una carenza di espressioni di gioia verso il bambino e di manifestazioni affettuose.

 

  • Scarso sostegno sociale

 

Il sostegno sociale è un fattore fondamentale nella promozione del benessere psicologico della madre. Non ricevere sostegno, sia strumentale che emotivo, (dal proprio compagno, dalle famiglie di origine, dalla rete amicale o da figure professionali) è un fattore di rischio che ci fa rendere conto di quanto fosse importante la rete protettiva che in passato naturalmente si tesseva attorno alla neo mamma e che oggi invece non è più così scontata.

Una bassa stima di sé e delle proprie capacità di riuscita nei compiti materni favorisce lo sviluppo di quegli atteggiamenti di eccessiva autocritica che possono, poi, condurre alla depressione post partum.

E se il bambino ha un temperamento difficile, caratterizzato ad esempio da tendenza al pianto, irritabilità e scarsa capacità di adattamento, il compito di accudimento materno è percepito come molto più difficile. Queste stesse difficoltà possono avere degli effetti negativi sul senso di competenza e di autostima della madre.

 

  • Conflitto tra le aspettative sociali sulla maternità e le esperienze reali

 

L’ideale socialmente condiviso della maternità vissuta come uno stato di grazia che vuole la neo mamma libera da dubbi e sofferenze, la può spingere a nascondere ogni difficoltà e la allontana dall’aiuto specifico di cui avrebbe bisogno per non sembrare una “cattiva madre”.

 

  • Mancato riconoscimento del problema da parte dei familiari

 

Ovviamente non riconoscere o negare il problema influisce negativamente sulla durata della depressione post partum e quindi, sulla sua gravità sia per la qualità della vita della donna, sia per la qualità della relazione con il partner e per gli effetti sullo sviluppo del bambino che abbiamo visto sopra.

 

  • Eventi di vita stressanti in gravidanza e dopo il parto

 

Per esempio una gravidanza non programmata, difficoltà nella relazione con il partner, problemi economici, eccetera, possono influire sull’umore di base della neo madre ed essere precursori di problemi più seri.

 

In definitiva, la conoscenza dei fattori di rischio e di protezione della depressione post partum rappresenta un aspetto fondamentale per la prevenzione di tale disturbo, in quanto consente di individuare precocemente le donne a rischio e di intervenire tempestivamente potenziandone le risorse individuali, relazionali e sociali. Infatti, le forme depressive emerse durante la fase perinatale, se non trattate, facilmente hanno effetti negativi sulla qualità della vita, della relazione madre-bambino e delle relazioni familiari.

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