Dopo lo faccio

Come gestire il tempo - Dopo lo faccio - Dott.ssa Marilena De Micco Psicologa Psicoterapeuta Caserta

La Gioconda di Leonardo da Vinci – Il dipinto fu iniziato probabilmente nel 1503, ma non è certa la data della sua conclusione: pare che Leonardo abbia dato l’ultima pennellata ben dieci anni dopo!

Il momento più adatto per piantare un albero era venti anni fa. Il successivo momento più adatto è oggi. (detto Zen)

Il tempo, variabile democratica e impietosa, dinamico, silenzioso (a volte), pressante (altre volte); me lo sono sempre immaginato con l’aria impassibile, una specie di Gioconda indecifrabile… tu piangi, ridi, ti arrabbi, sospiri o ti affanni, a lui/lei non importa; non ce l’ha con te è proprio che la cosa non lo riguarda!

Time management, gestione del tempo; e che vuoi gestire??!! È come dire air management o sun management!

Diciamo che, disperati e frustrati dal fatto di non poter, evidentemente, controllare l’incontrollabile, ci siamo inventati un “atteggiamento” nei confronti del tempo, un modo di porci nei confronti del tempo… non che a lui/lei interessi naturalmente!

Allora la domanda è, tu che “atteggiamento” hai quando ti si presenta la questione “tempo”?

Che poi la cosa si complica se pensiamo alle emozioni che leghiamo ad esso: la nostalgia, la preoccupazione, la trepidazione, l’angoscia, l’ansia (e che lo diciamo a fare!) ma anche la calma, la serenità, l’amore, il divertimento, la gioia…

Tutto accade NEL tempo e noi ne conserviamo dei ricordi a seconda delle emozioni e delle sensazioni che ci abbiamo ancorato.

Anche qui però facciamo tutto noi… gli attributi, i significati glieli diamo noi, lui c’è, c’è stato, ci sarà.

Carpe diem, disse qualcuno, cogli l’attimo!

C’è però chi l’attimo non lo coglie perché ha un brutto rapporto con questa entità che non capisce e dalla quale si sente sopraffatta e mette in atto un meccanismo che taglia le gambe all’autoefficacia (ve la ricordate? Se non ve la ricordate un ripassino lo potete fare qui).

Questo meccanismo è la procrastinazione, il rimandare ancora e ancora quello che a ben vedere avrebbe potuto essere fatto prima di ieri.

Secondo me non è pigrizia, è un modalità oppositiva nei confronti del tempo, come a dire: – tu scorri?! e io invece sto fermo! –

Il punto è che di questa nostra lotta interna a lui/lei non frega niente, mentre a noi ci viene l’angoscia perché le cose da fare diventano tante, troppe, che poi finisce che manca letteralmente la forza per farle.

E allora che fare? Insomma una soluzione dovremo pur trovarla, perché a lui/lei non importa, ma a noi ci complica la vita!

Allora ti rifaccio la domanda: tu che “atteggiamento” hai quando ti si presenta la questione “tempo”? come provi a gestirlo? Come ti organizzi?

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2 Commenti
  1. Secondo me il tempo é vita!
    Nasciamo e viviano “per un certo tempo”.
    Il tempo aumenta e la vita si riduce.
    Se non ci pensi o mai ci hai pensato, non ci sono problemi.
    Ma arriva il giorno in cui ti rendi conto che vorresti fare tante cose e non puoi più, perché il tempo é quasi finito.
    E allora quel tempo sprecato diventa rimorso!
    Prendere coscienza del tempo é essenziale. Ci ricorda che la vita va vissuta nell’istante presente, senza rimandare al domani. Ci ricorda di abbracciare i nostri cari adesso, di fare adesso tutto ciò che vorremmo fare domani e magari non sarà possibile.
    Concludo con l’inizio di una poesia:
    “Quant’è bella giovinezza
    che si fugge tuttavia!
    Chi vuole esser lieto, sia,
    di doman non c’è certezza.”

    • Quanto hai ragione Maurizio! Il tempo sprecato che diventa rimorso, come giustamente dici tu, è una delle cose più difficili da accettare, anche se il rovescio della medaglia c’è. Si dice infatti che se le cose sono andate o non sono andate in un certo modo è perchè era l’unico modo in cui potevano andare!! Grazie per aver commentato.

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